E’ una questione di storia

L' azienda nasce con Natalino, forse anche prima.  Porta con sè la storia del Sud Italia tra le due guerre, quella fatta di ricchezza del territorio sfruttata da chi veniva da fuori, del latifondo, della mezzadria e della piccola proprietà contadina.

I nostri terreni ricadono nel comune di San Donaci, che oggi insieme ad altri comuni limitrofi, porta il nome di Terra del Negroamaro, e prima ancora era Terra dei Messapi. Siamo tra due mari - l'Adriatico e lo Jonio - e tra due province - Brindisi e Lecce. Siamo sempre stati un po' al centro e spesso anche teatro di rivoluzioni importanti che parlavano di agricoltura e viticoltura.

Natalino ha ereditato pochi ettari di terreno dai suoi genitori, la loro proprietà è stata divisa con gli altri tre fratelli. 

Era il 1994 quando Natalino ha deciso che le uve che venivano da quelle terre dovevano diventare un vino, fatto nel garage della casa natìa,  che portasse il suo nome e quello della sua famiglia, e che contestualmente trasmettesse il valore del rispetto del territorio prima e della salute di chi lo beveva poi. E' stato in effetti uno dei primissimi in Italia a parlare di agricoltura biologica, lasciandosi ispirare dal movimento tedesco dei Verdi. E' stato un lavoro lungo, fatto di sacrifici e di spiegazioni, di difesa e argomentazioni sul perché tra le sue vigne ci fosse sempre tanta erba alta, perché raccoglieva meno degli altri e faceva poche bottiglie che a fatica portava in giro per il mondo. Col tempo Natalino ha avuto il coraggio di acquistare una cantina abbastanza grande per lavorare le sue uve che erano diventate di più grazie ai piccoli appezzamenti che man mano acquistava.

Oggi lavoriamo su quasi 20 ettari, tutti nei comuni di San Donaci e Cellino San Marco

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